CERIMONIA
DI CONSEGNA DEI PREMI DI LAUREA
Roma, 15/12/2009
FEDERSICUREZZA:
La rivoluzione culturale della
Sicurezza Privata
ASSIV:
Il contributo della Vigilanza
Privata al sentimento di sicurezza degli italiani
Campania, interdetta per camorra società vigilanza Consiglio regionale
Napoli, 08 APR 2010 (Il Velino/Velino Campania) - "Nei confronti delle aziende riferibili ai fratelli Buglione, a parere del Gruppo Ispettivo Antimafia, in virtu' di tutti gli elementi riportati nella copiosa attivita' istruttoria, sussistono concreti, univoci elementi di permeabilità e contiguita' con la criminalita' organizzata e che rilevano, comunque, l'inconfutabile sussistenza nei confronti delle aziende agli stessi riferibili, dei tentativi di infiltrazione mafiosa". E' questa la conclusione delle 29 pagine di istruttoria redatta dal Gruppo Ispettivo Antimafia che nel verbale del 25 marzo 2010 evidenzia la collusione del gruppo imprenditoriale alla malavita organizzata. Il Gia composto da rappresentanti della Prefettura, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Direzione Investigativa Antimafia, del Gico della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato del lavoro, in un anno ha acquisito documenti ed elementi d'indagine sulle aziende in capo ai fratelli Carmine e Antonio Buglione, una su tutte la International Security Service, societa' di vigilanza privata risultante vincitrice dell'appalto per la sicurezza del Consiglio Regionale della Campania. L'aggiudicazione non e' mai avvenuta per il continuo rincorrersi di voci sulla possibilita' che la Iss fosse contigua alla mala. Come anticipato dall'Agenzia di Stampa il Velino l'8 aprile di un anno fa, l'attenzione della Prefettura di Napoli sul caso avrebbe portato ad attivita' d'indagine delegate all'ufficio competente cioe' il Gruppo Ispettivo Antimafia che ha sede proprio presso l'Ufficio Territoriale di Governo di piazza del Plebiscito. Nella corposa relazione, il Gia traccia un excursus anche delle altre aziende che fanno riferimento ai fratelli Buglione. Oltre all'International Security Service di cui e' socio e vice presidente Carmine, ci sono la Service Group S.r.l, Gestire S.p.A, Mondial Security, Europolice S.r.l, Vigilanza 2D. Europa Immobiliare. Per evitare che alcune vicende giudiziarie potessero far scattare l'interdittiva antimafia per le societa' operanti in appalti pubblici, i Buglione cedevano le loro quote ad altre persone a loro riconducibili, tra cui alcuni famigliari. Il Gia ha posto la sua attenzione anche su quest'aspetto. Il 3 giugno 2008 il Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, infatti in una nota scriveva che Carmine Buglione ripropone: "una vecchia procedura gia' praticata con successo dai fratelli Antonio e Carlo per consentire alla societa' di sopravvivere ed alla famiglia Buglione di continuare ad espandere le proprie attivita' nel settore della vigilanza armata, come attestano le rimarcate partecipazioni negli assetti di altri istituti di vigilanza". Una nota della Questura di Napoli datata 19 marzo 2008 infatti evidenziava che: "i fratelli Buglione nell'ambito della internazionale Security Service s.p.a non si limitano a rivestire il semplice ruolo di soci, ma partecipano attivamente nella gestione degli affari determinandone le scelte e gli indirizzi". Va detto che i Buglione dinanzi al Tribunale di Nola per altre vicende giudiziarie vennero assolti, nonostante nella sentenza venivano sottolineati " i rapporti con noti esponenti della criminalita', la gestione privata e clientelare della cosa pubblica realizzata per il tramite di un diffuso ricorso alla raccomandazione e ai rapporti privilegiati con esponenti politici e uomini delle istituzioni". Nella relazione del Gia si fa esplicito riferimento anche ad alcuni elementi a carico dei Buglione, emersi dalle dichiarazioni di suoi dipendenti gia' noti alle Forze dell'Ordine, alcuni di questi pregiudicati. Ma torniamo all'appalto del Consiglio Regionale della Campania di 4 milioni di euro, vinto dalla Iss ma non aggiudicato. La International Security Service srl, come noto e' gia' finita in passato nel mirino di un'inchiesta giudiziaria che porto' agli arresti del consigliere regionale Roberto Conte, del dirigente del Consiglio Lucio Multari, del commercialista Giuseppe Ranieri e dei fratelli Carmine e Antonio Buglione. le indagini condotte dalla Procura di Napoli ipotizzarono all'epoca l'esistenza di "fitti d'oro" di cui beneficiava la societa' Europa Immobiliare in cui comparivano proprio gli imprenditori Buglione: l'appalto fu revocato perche' la societa' era priva di certificazione antimafia della Prefettura. Il cambio degli assetti societari non e' servito per far si che la sicurezza del parlamentino regionale potesse finire nella mani della Iss. Ieri intanto un gruppo di dipendenti si e' radunato all'esterno della Prefettura di Napoli per protestare contro la notifica della revoca di licenza per l'azienda di vigilanza privata International Security Service di Nola, provvedimento comunque impugnabile davanti al Tar, che mette a rischio circa 400 lavoratori. (bm) 081623 APR 10 NNNN
Il
1° maggio scorso, sul giornale L'ECO DEL CHISONE che si edita
in Piemonte, è apparsa la notizia che quì sotto riportiamo.
Il Tenente dei Carabinieri Comandante la Compagnia CC di Pinerolo, a nostro
avviso ha fatto delle dichiarazioni che, come ex GPG, ci hanno molto amareggiato
ed abbiamo ritenuto di scrivere al giornale e al Tenente la lettera che vi
alleghiamo.
La critica
del comandante dei Carabinieri
Ancora furti: ma a cosa servono i vigilantes?
01-05-2007
«Mi dissocio dalla scelta d'ingaggiare dei vigilantes». Così
il tenente Marco Porcedda, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Pinerolo,
mette in guardia dall'idea che altri, oltre ai Carabinieri, o al limite alla
Polizia municipale, possano essere efficaci nell'affrontare l'aumento dei
furti, in Val Pellice e nel Pinerolese.
«Forze dell'ordine non ci si improvvisa». È questa la presa di posizione dell'Arma, dopo che il Comune di Luserna S.G. ha optato per una società privata di vigilanza: «Né i normali cittadini che si avventurano in ronde notturne - ha spiegato Porcedda - né le guardie giurate hanno la necessaria preparazione e la dovuta consapevolezza dei rischi».
La situazione
sarebbe seria ma non allarmante. E mentre i militari della Compagnia, per
rassicurare i cittadini, intensificavano i controlli in valle fino a una media
di due-tre pattuglie ogni notte, lunedì scorso a S. Secondo un'intera
via è stata presa d'assalto dai ladri. Domenica due motociclisti hanno
rotto il finestrino di un'auto e rubato il borsello. Proprio alle spalle del
proprietario, che si era fermato un istante vicino al ponte di Garzigliana.
L'ECO DEL CHISONE
La risposta del Presidente Giordano Lacasella. Clicca Qui
CONCENTRARE dopo l'orario di chiusura il prelievo di contante dai negozi, per le sue caratteristiche di prevedibilità aumenta il rischio per i lavoratori degli istituti di vigilanza. Per cercare un'intesa su modalità flessibili per lo svolgimento di tali operazioni, Confcommercio e Confesercenti, su invito del prefetto di Chieti, Aldo Vaccaro, incontreranno le realtà commerciali loro aderenti, insieme a istituti di vigilanza e sindacati. È quanto emerso dall'incontro, svoltosi ieri in prefettura a Chieti, tra la Fisascat Cisl, le associazioni dei commercianti e delle guardie giurate Univ, As svigilanza e Ansc-Lega Coop, convocato per rappresentare il bisogno, avvertito dai lavoratori del settore, di abbassare la soglia di rischio connessa alle operazioni di prelievo del denaro contante presso gli operatori commerciali. Secondo la Fisascat Cisl di Chieti «una maggiore articolazione del prelievo si tradurrebbe in un frazionamento della massa di contante trasportato, fatto che scoraggerebbe i malintenzionati dal delinquere, e in una maggiore apertura del mercato». Il tutto si tradurrebbe in un aumento del numero degli operatori, in una maggiore efficienza del servizio e in risparmi ottenuti. La Fisascat Cisl ha espresso soddisfazione per l'attenzione dimostrata alle tematiche del lavoro sia dal prefetto Vaccaro sia dal questore di Chieti, Giuseppe Fiore.
giovedì
25 gennaio 2007
IL TEMPO
La popolare
trasmissione del sabato sera condotta da Carlo Conti su Rai 1
Successo delle guardie giurate di Coopservice a Fratelli di Test
REGGIO EMILIA (22 gen. 2007) - Secondo posto di squadra e primo posto individuale.
Le guardie giurate della filiale romana di Coopservice si fanno onore sul
set della popolare trasmissione televisiva “Fratelli di Test”
(oltre 5 milioni di telespettatori), in onda il sabato sera su Rai 1. Un grande
test collettivo, fatto di 40 domande su argomenti di cultura generale, cui
partecipano ad ogni puntata sei categorie di italiani, scelte come campione
e rappresentate ognuna da 50 persone, cui va ad aggiungersi la squadra degli
ospiti vip in studio. Scopo: testare il grado di cultura degli italiani in
rapporto a diversi periodi della storia del nostro Paese.
Condotto da Carlo Conti con Alessia Ventura e la partecipazione di Nino Frassica,
commentatore sfasato, e di Andrea Agresti ironico sondaggista itinerante,
il nuovo format della Rai si avvale anche della collaborazione del noto esperto
di sondaggi, Renato Mannheimer.
Domande su storia, geografia, scienze, matematica, letteratura italiana e
lingue europee, hanno contraddistinto la seconda puntata della trasmissione
dal titolo “Terza media: promossi o bocciati?”. Al termine della
gara, la squadra delle guardie giurate di Coopservice, con una media di 32
risposte giuste su quaranta domande, ha ottenuto il secondo posto. Superata
di un soffio (34) dai ragazzi neo diplomati e quindi freschi di studio, ma
davanti a tutte le altre categorie partecipanti alla puntata: nonni, calciatori,
segretarie di direzione, cubiste e Vip, tra i quali personaggi del calibro
di Eleonora Giorgi, Licia Colò, Luca Giurato, Tosca D’Aquino,
Fabio Fulco, Flavia Vento, Sara Tommasi, Lamberto Sposini, Paolo Brosio e
Alvaro Vitali. L’ottimo piazzamento delle guardie giurate di Coopservice
nella gara a squadre è stato infine impreziosito dal primo posto assoluto
della guardia Domenico Canichella: 38 risposte esatte. Quasi l’en plein.
L’exploit delle guardie giurate di Coopservice è stato naturalmente
una piacevole sorpresa anche per i massimi dirigenti di quella che è
ormai considerata tra le più grandi imprese italiane multiservizi (un
gruppo con 11 mila addetti e un fatturato prossimo ai 450 milioni di euro)
leader nei settori delle pulizie ospedaliere e della vigilanza privata. Per
la filiale romana è già pronta una bella lettera di complimenti
a firma del responsabile della divisione vigilanza, Roberto Olivi e del presidente
del Gruppo Coopservice, Pierluigi Rinaldini.
“Si è trattato naturalmente di un simpatico gioco - ha commentato
Rinaldini - e tuttavia non possiamo non leggere nella scelta fatta dalla Rai
di chiamare Coopservice a rappresentare la grande categoria delle guardie
giurate un implicito riconoscimento della visibilità sul territorio
del nostro Istituto di Vigilanza”
EMILIANET
Da IL
SOLE24.COM
Nord Ovest
mercoledì 20 dicembre 2006
Pagina 17 - Nord Ovest/Professioni e Lavoro
Vigilanza - Sono
6.480 i dipendenti dei 156 istituti operativi sul territorio
Per le Guardie giurate l'occupazione è al sicuro
Sale la domanda di tutela da parte di enti pubblici e privati
Fabrizio Pasquino
Non conosce crisi il settore degli istituti di vigilanza e delle guardie giurate. Ci sono sempre più aziende, cittadini ed enti pubblici e privati che chiedono sicurezza. Aumentano le guardie giurate assunte (nel Nord-Ovest sono 6.480), gli istituti di vigilanza (156) e i loro fatturati (280 milioni). Solo in Piemonte sono 120 le imprese attivr, il 6,6% del totale italiano. La maggior parte ha sede nella provincia di Torino (62 imprese; il 51,6% del totale piemontese), Cuneo (17; 14,1%) e Asti (9; 7,5%) e contano su 4.500 dipendenti. Sono, invece, 1.850 gli addetti che lavorano nei 33 istituti di vigilanza liguri. Quattro nella provincia di Imperia e della Spezia, cinque in quella di Savona e 20 nel Genovese. Centotrenta le guardie giurate operanti nelle tre aziende di vigilanza presenti in Valle d'Aosta. Buone le performance registrate dal settore nel 2006, grazie a un incremento dell'11,2% nel numero di imprese specializzate. Anche negli ultimi quattro anni gli incrementi registrati sono molto positivi: +24,1 per cento. In Piemonte il fatturato delle imprese di vigilanza è di 196 milioni, con un incremento del 5% rispetto al 2005. È di 80 milioni, invece, il fatturato delle aziende liguri e di 4 milioni quello degli istituti valdostani.
Nel Nord-Ovest operano alcuni tra i più conosciuti istituti di vigilanza: Sicuritalia, Union Security, Mondialpol, Telecontrol, Sirio, Falcon, alcuni rappresentati da diverse associazioni di categoria, tra cui Assiv, Assovigilanza e Univ. «Siamo il terzo operatore nazionale e occupiamo un posto di rilievo nel comprensorio del Nord-Ovest - afferma Luigi Gabriele, segretario generale di Univer e referente del gruppo Sicuritalia - il mercato della sicurezza, a fronte di una domanda sempre crescente, presenta un trend di crescita annuo di oltre il10 per cento. Nel contesto del Nord.Ovest, pur riscontrando serie problematiche di carattere socio-economico, la domanda risulta in forte crescita».
Dati ribaditi dal responsabile Sicuritalia per il Nord-Ovest, Ennio Suttini: «Anche se tra il 2005 e il 2006 il trend positivo degli istituti di vigilanza è calato, il gruppo, nel Nord-Ovest, ha aumentato il fatturato che oggi è di 30 milioni (pari a un quarto di quello nazionale) e 700 guardie giurate tra Piemonte e Liguria». Aumento di fatturato e di dipendenti confermato anche da una delle piccole cooperative che gestiscono la vigilanza privata a Genova, la Guardiani giurati Lubrani. «Abbiamo avuto un incremento di 7 dipendenti tra il 2005 e quest'anno - spiega Luisa David, responsabile della Cooperativa genovese - Le prospettive per il futuro prevedono un mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma un incremento del fatturato».
Non tutto, però, è così roseo: «1.100 euro lordi al mese, turni massacranti, privi di tutela giuridica e di misure di sicurezza; questi - dice Quirino Tuccillo, guardia giurata della Mondialpol e segretario provinciale dell'Aeps torinese, un sindacato autonomo nazionale di categorie - sono solo alcuni degli aspetti che descrivono marginalmente l'operato di una guardia giurata. Il mondo della vigilanza è ormai diventato un parcheggio occupazionale, un passaggio transitorio, in attesa di occupazioni migliori. «Facciamo polizze assicurative personali - aggiunge Tuccillo - le aziende non ci tutelano. Le guardie giurate sono assunte con l'incarico di semplici operai, costretti a effettuare turini insopportabili, privi di un'adeguata formazione teorica e pratica e spesso incapaci di usare le proprie armi:
Da parte dei
sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si parla
di «gravi problemi per la sicurezza e per le condizioni di lavoro con
riduzioni dell'organico e delle retribuzioni. Chi ne paga le conseguenze sono
i lavoratori per i quali aumentano anche i rischi».
Assegnata alla Camera la Proposta di Legge n. 1070 sulla sicurezza privata
Roma. È stata assegnata alla 1ª Commissione della Camera la Proposta di Legge n. 1070 "Nuove norme in materia di sicurezza privata", presentata il 12 giugno scorso dall'on. Filippo Ascierto.
Questa sorta di "Testo Unico sulla sicurezza anticrimine" si impernia su alcuni princìpi cardine: la previsione di un obbligo di collaborazione attiva da parte del privato nell'azione di contrasto alla criminalità; la nuova figura dell'"agente di sicurezza" al posto della gpg, cui sono riconosciute le qualifiche e attribuzioni proprie dei pubblici ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria che essa svolge temporaneamente e pure la possibilità di svolgere servizi di protezione e scorta; la regolamentazione delle attività di consulenza anticrimine e quelle di fornitura, installazione e manutenzione impianti anticrimine; l'istituzione presso il Ministero dell'interno di una commissione permanente per la prevenzione dei crimini e per la sicurezza privata; l'istituzione degli uffici di sicurezza privata presso ciascuna Questura e degli osservatori regionali sulla sicurezza.
Assalto al blindato per 30,000 euro
26-09-2006
Giugliano. Assaltano la Peugeot blindata, disarmano i due vigilantes e s'impossessano
dei 30mila euro appena prelevati dal supermercato Decò. Cinque malviventi
a bordo di una Fiat Uno bianca e col volto coperto da passamontagna, entrano
in azione alle 15 di domenica scorsa in via Pigna. I rapinatori imbracciano
armi lunghe, probabilmente dei Kalashnikov, intimano alle guardie la consegna
delle loro pistole e, dopo aver messo le mani sul bottino, si dileguano in
direzione Asse Mediano. A quel punto, i due vigilantes fanno scattare l'allarme.
In pochi minuti la polizia del commissariato Giugliano-Villaricca, si porta
in via Pigna. Gli inquirenti lanciano la segnalazione via radio ma, nelle
ore successive, nessun posto di blocco riesce ad intercettare la Fiat Uno
bianca. L'unica traccia lasciata dai rapinatori sono le immagini rilevate
dalle telecamere del supermercato. È in queste ore che presso il gabinetto
di polizia scientifica gli inquirenti stanno vivisezionando le riprese di
quegli attimi. Si cerca un indizio qualsiasi, il colore di un indumento, un
segno particolare o anche, la documentabile presenza di qualche testimone
per poter risalire agli autori dell'ennesimo atto delinquenziale. Di fronte
alla recente escalation di crimini, non si esclude l'ipotesi, discussa in
prefettura, di militarizzare la città. Ma ora la preoccupazione raggiunge
anche i sindacati di categoria. Per Pietro Contemi, segretario provinciale
del sindacato dei vigilantes, è necessario un intervento tempestivo
contro il pericolo che incombe sugli addetti alla sicurezza.
IL MATTINO - MONICA D'AMBROSIO
VIGILANZA URBE, NIENTE STIPENDIO: GUARDIE MANIFESTANO DAVANTI SEDE
(OMNIROMA) Roma,
11 set - Circa 300 guardie giurate dell'Istituto Vigilanza Urbe sono riunite
da questa mattina sotto la sede della società in via Rina Monti a Tor
Tre Teste per chiedere il mantenimento del proprio posto di lavoro minacciato
dal grave passivo di bilancio, quasi 66 milioni di euro, dichiarato dai vertici.
La controversia va avanti da oltre due mesi, da quando cioè la dirigenza
dell'Istituto ha reso noto che, a causa del dissesto finanziario, i 950 dipendenti
devono formare una cooperativa e mettersi sul mercato. "Una proposta
irricevibile - dice Marco Di Bernardino, segretario provinciale del Savip
(Sindacato Autonomo Vigilanza Privata) - perché significherebbe trasformare
il nostro rapporto di lavoro da pubblico a privato con conseguente perdita
di diritti che oggi ci tutelano, come la stabilità del rapporto tipica
degli statali". L'Istituto di Vigilanza Urbe è una costola dell'Associazione
Nazionale Combattenti e Reduci (Ancr), un ente pubblico morale senza scopo
di lucro nato nel 1923 e che, in quanto tale, riceve contributi pubblici.
"Abbiamo clienti per un valore di oltre 40 milioni di euro - continua
il sindacalista - nel 2004 abbiamo fatto 600mila ore di straordinario, il
massimo consentito dalle legge. Produciamo insomma, per questo non crediamo
al dissesto di bilancio. Il problema è che l'Ancr ha ricevuto dei fondi
pubblici per assumere i reduci delle ultime missioni di pace, dalla Bosnia
al Kosovo e vuole così mandarci via. Ma non possono licenziarci perché
il nostro non è un rapporto di lavoro privato. Continueremo a protestare,
già da mercoledì quando saremo davanti palazzo Chigi".
Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip, chiede che venga fatta
luce sui bilanci dell'istituto, che si verifichi l'eventuale posizione di
"conflitto di interessi" di alcuni dirigenti, e un'inchiesta delle
commissioni parlamentari Affari Costituzionali e Lavoro.
anp
11 set. 06 14:15
Vigilante si uccide con un colpo di pistola
VEGLIE Si è
tolto la vita con la pistola d'ordinanza. Così si è uccisa una
guardia giurata di 40 anni di Veglie, in servizio all'istituto di vigilanza
Velialpol. La tragedia si è consumata ieri sera, intorno alle 22, nell'abitazione
del vigilante, sposato e con due figli, situata alla periferia del paese in
contrada «Saracena». Sul posto sono intervenuti i carabinieri
della stazione di Veglie e quelli della Compagnia di Campi che hanno avviato
gli accertamenti per ricostruire l'accaduto. A dare l'allarme è stato
un familiare. Tanti anche i colleghi della Velialpol accorsi in via Isonzo.
Si indaga per accertare cosa abbia spinto il vigilante al suicidio.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
27/07/2006
Palermo-Controllo a IVP
Palermo, 4 lug. (Adnkronos) - La polizia di Palermo ha effettuato una serie di controlli amministrativi a carico di un istituto di vigilanza privato del capoluogo siciliano. Riscontrate irregolarità nell'ambito delle applicazioni dei contratti di lavoro nonchè sulle comunicazioni alla questura relative alle armi in uso ai metronotte. La prefettura di Palermo dovrebbe ora avviare un procedimento amministrativo a carico dell'istituto di vigilanza.
Sospesa la licenza
ZCZC1147/SXR
YMI17353
R CRO S41 QBXH
VIGILANZA:LICENZA SOSPESA 3 GIORNI A SOCIETA' PER VIOLAZIONI
(ANSA) - MILANO,
30 GIU - Una società che opera nel settore
della vigilanza, la Prosegur, ha avuto la licenza sospesa per
tre giorni dal Prefetto di Milano.
Il provvedimento - a quanto si è appreso - è relativo ad
alcune violazioni di norme che regolano l'attività degli
istituti di vigilanza. (ANSA).
RED
30-GIU-06 17:36 NNNN
Pagina
a cura di Giordano Lacasella |
Interventi
del Presidente |
Piattaforme per il rinnovo
del CCNL che è scaduto il 31 dicembre 2008 |
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Rapporto
Federsicurezza 2010 |