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Pagina a cura di Giordano Lacasella
Intervista pubblicata nel numero 1/2005 della rivista All Security-Polizia sussidiaria. 1/2007 della rivista All Security-Polizia sussidiaria.
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CERIMONIA
DI CONSEGNA DEI PREMI DI LAUREA FEDERSICUREZZA: Decreto legislativo 231/2001 le best practice italiana FEDERSICUREZZA: La
rivoluzione culturale della Sicurezza Privata ASSIV: Il
contributo della Vigilanza Privata al sentimento di sicurezza degli
italiani Campania, interdetta per camorra società vigilanza Consiglio regionale Napoli, 08 APR 2010 (Il Velino/Velino Campania) - "Nei confronti delle aziende riferibili ai fratelli Buglione, a parere del Gruppo Ispettivo Antimafia, in virtu' di tutti gli elementi riportati nella copiosa attivita' istruttoria, sussistono concreti, univoci elementi di permeabilità e contiguita' con la criminalita' organizzata e che rilevano, comunque, l'inconfutabile sussistenza nei confronti delle aziende agli stessi riferibili, dei tentativi di infiltrazione mafiosa". E' questa la conclusione delle 29 pagine di istruttoria redatta dal Gruppo Ispettivo Antimafia che nel verbale del 25 marzo 2010 evidenzia la collusione del gruppo imprenditoriale alla malavita organizzata. Il Gia composto da rappresentanti della Prefettura, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Direzione Investigativa Antimafia, del Gico della Guardia di Finanza e dell'Ispettorato del lavoro, in un anno ha acquisito documenti ed elementi d'indagine sulle aziende in capo ai fratelli Carmine e Antonio Buglione, una su tutte la International Security Service, societa' di vigilanza privata risultante vincitrice dell'appalto per la sicurezza del Consiglio Regionale della Campania. L'aggiudicazione non e' mai avvenuta per il continuo rincorrersi di voci sulla possibilita' che la Iss fosse contigua alla mala. Come anticipato dall'Agenzia di Stampa il Velino l'8 aprile di un anno fa, l'attenzione della Prefettura di Napoli sul caso avrebbe portato ad attivita' d'indagine delegate all'ufficio competente cioe' il Gruppo Ispettivo Antimafia che ha sede proprio presso l'Ufficio Territoriale di Governo di piazza del Plebiscito. Nella corposa relazione, il Gia traccia un excursus anche delle altre aziende che fanno riferimento ai fratelli Buglione. Oltre all'International Security Service di cui e' socio e vice presidente Carmine, ci sono la Service Group S.r.l, Gestire S.p.A, Mondial Security, Europolice S.r.l, Vigilanza 2D. Europa Immobiliare. Per evitare che alcune vicende giudiziarie potessero far scattare l'interdittiva antimafia per le societa' operanti in appalti pubblici, i Buglione cedevano le loro quote ad altre persone a loro riconducibili, tra cui alcuni famigliari. Il Gia ha posto la sua attenzione anche su quest'aspetto. Il 3 giugno 2008 il Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, infatti in una nota scriveva che Carmine Buglione ripropone: "una vecchia procedura gia' praticata con successo dai fratelli Antonio e Carlo per consentire alla societa' di sopravvivere ed alla famiglia Buglione di continuare ad espandere le proprie attivita' nel settore della vigilanza armata, come attestano le rimarcate partecipazioni negli assetti di altri istituti di vigilanza". Una nota della Questura di Napoli datata 19 marzo 2008 infatti evidenziava che: "i fratelli Buglione nell'ambito della internazionale Security Service s.p.a non si limitano a rivestire il semplice ruolo di soci, ma partecipano attivamente nella gestione degli affari determinandone le scelte e gli indirizzi". Va detto che i Buglione dinanzi al Tribunale di Nola per altre vicende giudiziarie vennero assolti, nonostante nella sentenza venivano sottolineati " i rapporti con noti esponenti della criminalita', la gestione privata e clientelare della cosa pubblica realizzata per il tramite di un diffuso ricorso alla raccomandazione e ai rapporti privilegiati con esponenti politici e uomini delle istituzioni". Nella relazione del Gia si fa esplicito riferimento anche ad alcuni elementi a carico dei Buglione, emersi dalle dichiarazioni di suoi dipendenti gia' noti alle Forze dell'Ordine, alcuni di questi pregiudicati. Ma torniamo all'appalto del Consiglio Regionale della Campania di 4 milioni di euro, vinto dalla Iss ma non aggiudicato. La International Security Service srl, come noto e' gia' finita in passato nel mirino di un'inchiesta giudiziaria che porto' agli arresti del consigliere regionale Roberto Conte, del dirigente del Consiglio Lucio Multari, del commercialista Giuseppe Ranieri e dei fratelli Carmine e Antonio Buglione. le indagini condotte dalla Procura di Napoli ipotizzarono all'epoca l'esistenza di "fitti d'oro" di cui beneficiava la societa' Europa Immobiliare in cui comparivano proprio gli imprenditori Buglione: l'appalto fu revocato perche' la societa' era priva di certificazione antimafia della Prefettura. Il cambio degli assetti societari non e' servito per far si che la sicurezza del parlamentino regionale potesse finire nella mani della Iss. Ieri intanto un gruppo di dipendenti si e' radunato all'esterno della Prefettura di Napoli per protestare contro la notifica della revoca di licenza per l'azienda di vigilanza privata International Security Service di Nola, provvedimento comunque impugnabile davanti al Tar, che mette a rischio circa 400 lavoratori. (bm) 081623 APR 10 NNNN Il 1° maggio scorso, sul giornale
L'ECO DEL CHISONE che si edita in Piemonte, è apparsa la notizia
che quì sotto riportiamo. La critica del comandante dei
Carabinieri «Forze dell'ordine non ci si improvvisa». È questa la presa di posizione dell'Arma, dopo che il Comune di Luserna S.G. ha optato per una società privata di vigilanza: «Né i normali cittadini che si avventurano in ronde notturne - ha spiegato Porcedda - né le guardie giurate hanno la necessaria preparazione e la dovuta consapevolezza dei rischi». La situazione sarebbe seria ma non allarmante.
E mentre i militari della Compagnia, per rassicurare i cittadini, intensificavano
i controlli in valle fino a una media di due-tre pattuglie ogni notte,
lunedì scorso a S. Secondo un'intera via è stata presa d'assalto dai
ladri. Domenica due motociclisti hanno rotto il finestrino di un'auto
e rubato il borsello. Proprio alle spalle del proprietario, che si era
fermato un istante vicino al ponte di Garzigliana. La risposta del Presidente Giordano Lacasella. Clicca Qui
CONCENTRARE dopo l'orario di chiusura il prelievo di contante dai negozi, per le sue caratteristiche di prevedibilità aumenta il rischio per i lavoratori degli istituti di vigilanza. Per cercare un'intesa su modalità flessibili per lo svolgimento di tali operazioni, Confcommercio e Confesercenti, su invito del prefetto di Chieti, Aldo Vaccaro, incontreranno le realtà commerciali loro aderenti, insieme a istituti di vigilanza e sindacati. È quanto emerso dall'incontro, svoltosi ieri in prefettura a Chieti, tra la Fisascat Cisl, le associazioni dei commercianti e delle guardie giurate Univ, As svigilanza e Ansc-Lega Coop, convocato per rappresentare il bisogno, avvertito dai lavoratori del settore, di abbassare la soglia di rischio connessa alle operazioni di prelievo del denaro contante presso gli operatori commerciali. Secondo la Fisascat Cisl di Chieti «una maggiore articolazione del prelievo si tradurrebbe in un frazionamento della massa di contante trasportato, fatto che scoraggerebbe i malintenzionati dal delinquere, e in una maggiore apertura del mercato». Il tutto si tradurrebbe in un aumento del numero degli operatori, in una maggiore efficienza del servizio e in risparmi ottenuti. La Fisascat Cisl ha espresso soddisfazione per l'attenzione dimostrata alle tematiche del lavoro sia dal prefetto Vaccaro sia dal questore di Chieti, Giuseppe Fiore. giovedì 25 gennaio 2007 La popolare trasmissione del
sabato sera condotta da Carlo Conti su Rai 1
Da IL SOLE24.COM Vigilanza - Sono 6.480 i dipendenti dei
156 istituti operativi sul territorio Fabrizio Pasquino Non conosce crisi il settore degli istituti di vigilanza e delle guardie giurate. Ci sono sempre più aziende, cittadini ed enti pubblici e privati che chiedono sicurezza. Aumentano le guardie giurate assunte (nel Nord-Ovest sono 6.480), gli istituti di vigilanza (156) e i loro fatturati (280 milioni). Solo in Piemonte sono 120 le imprese attivr, il 6,6% del totale italiano. La maggior parte ha sede nella provincia di Torino (62 imprese; il 51,6% del totale piemontese), Cuneo (17; 14,1%) e Asti (9; 7,5%) e contano su 4.500 dipendenti. Sono, invece, 1.850 gli addetti che lavorano nei 33 istituti di vigilanza liguri. Quattro nella provincia di Imperia e della Spezia, cinque in quella di Savona e 20 nel Genovese. Centotrenta le guardie giurate operanti nelle tre aziende di vigilanza presenti in Valle d'Aosta. Buone le performance registrate dal settore nel 2006, grazie a un incremento dell'11,2% nel numero di imprese specializzate. Anche negli ultimi quattro anni gli incrementi registrati sono molto positivi: +24,1 per cento. In Piemonte il fatturato delle imprese di vigilanza è di 196 milioni, con un incremento del 5% rispetto al 2005. È di 80 milioni, invece, il fatturato delle aziende liguri e di 4 milioni quello degli istituti valdostani. Nel Nord-Ovest operano alcuni tra i più conosciuti istituti di vigilanza: Sicuritalia, Union Security, Mondialpol, Telecontrol, Sirio, Falcon, alcuni rappresentati da diverse associazioni di categoria, tra cui Assiv, Assovigilanza e Univ. «Siamo il terzo operatore nazionale e occupiamo un posto di rilievo nel comprensorio del Nord-Ovest - afferma Luigi Gabriele, segretario generale di Univer e referente del gruppo Sicuritalia - il mercato della sicurezza, a fronte di una domanda sempre crescente, presenta un trend di crescita annuo di oltre il10 per cento. Nel contesto del Nord.Ovest, pur riscontrando serie problematiche di carattere socio-economico, la domanda risulta in forte crescita». Dati ribaditi dal responsabile Sicuritalia per il Nord-Ovest, Ennio Suttini: «Anche se tra il 2005 e il 2006 il trend positivo degli istituti di vigilanza è calato, il gruppo, nel Nord-Ovest, ha aumentato il fatturato che oggi è di 30 milioni (pari a un quarto di quello nazionale) e 700 guardie giurate tra Piemonte e Liguria». Aumento di fatturato e di dipendenti confermato anche da una delle piccole cooperative che gestiscono la vigilanza privata a Genova, la Guardiani giurati Lubrani. «Abbiamo avuto un incremento di 7 dipendenti tra il 2005 e quest'anno - spiega Luisa David, responsabile della Cooperativa genovese - Le prospettive per il futuro prevedono un mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma un incremento del fatturato». Non tutto, però, è così roseo: «1.100 euro lordi al mese, turni massacranti, privi di tutela giuridica e di misure di sicurezza; questi - dice Quirino Tuccillo, guardia giurata della Mondialpol e segretario provinciale dell'Aeps torinese, un sindacato autonomo nazionale di categorie - sono solo alcuni degli aspetti che descrivono marginalmente l'operato di una guardia giurata. Il mondo della vigilanza è ormai diventato un parcheggio occupazionale, un passaggio transitorio, in attesa di occupazioni migliori. «Facciamo polizze assicurative personali - aggiunge Tuccillo - le aziende non ci tutelano. Le guardie giurate sono assunte con l'incarico di semplici operai, costretti a effettuare turini insopportabili, privi di un'adeguata formazione teorica e pratica e spesso incapaci di usare le proprie armi: Da parte dei sindacati di categoria Filcams
Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, si parla di «gravi problemi per la
sicurezza e per le condizioni di lavoro con riduzioni dell'organico e
delle retribuzioni. Chi ne paga le conseguenze sono i lavoratori per
i quali aumentano anche i rischi».
Assegnata alla Camera la Proposta di Legge n. 1070 sulla sicurezza privata Roma. È stata assegnata alla 1ª Commissione della Camera la Proposta di Legge n. 1070 "Nuove norme in materia di sicurezza privata", presentata il 12 giugno scorso dall'on. Filippo Ascierto. Questa sorta di "Testo Unico sulla sicurezza anticrimine" si impernia su alcuni princìpi cardine: la previsione di un obbligo di collaborazione attiva da parte del privato nell'azione di contrasto alla criminalità; la nuova figura dell'"agente di sicurezza" al posto della gpg, cui sono riconosciute le qualifiche e attribuzioni proprie dei pubblici ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria che essa svolge temporaneamente e pure la possibilità di svolgere servizi di protezione e scorta; la regolamentazione delle attività di consulenza anticrimine e quelle di fornitura, installazione e manutenzione impianti anticrimine; l'istituzione presso il Ministero dell'interno di una commissione permanente per la prevenzione dei crimini e per la sicurezza privata; l'istituzione degli uffici di sicurezza privata presso ciascuna Questura e degli osservatori regionali sulla sicurezza.
Assalto al blindato per 30,000 euro 26-09-2006
VIGILANZA URBE, NIENTE STIPENDIO: GUARDIE MANIFESTANO DAVANTI SEDE (OMNIROMA) Roma, 11 set - Circa 300 guardie
giurate dell'Istituto Vigilanza Urbe sono riunite da questa mattina sotto
la sede della società in via Rina Monti a Tor Tre Teste per chiedere
il mantenimento del proprio posto di lavoro minacciato dal grave passivo
di bilancio, quasi 66 milioni di euro, dichiarato dai vertici. La controversia
va avanti da oltre due mesi, da quando cioè la dirigenza dell'Istituto
ha reso noto che, a causa del dissesto finanziario, i 950 dipendenti
devono formare una cooperativa e mettersi sul mercato. "Una proposta
irricevibile - dice Marco Di Bernardino, segretario provinciale del Savip
(Sindacato Autonomo Vigilanza Privata) - perché significherebbe trasformare
il nostro rapporto di lavoro da pubblico a privato con conseguente perdita
di diritti che oggi ci tutelano, come la stabilità del rapporto tipica
degli statali". L'Istituto di Vigilanza Urbe è una costola dell'Associazione
Nazionale Combattenti e Reduci (Ancr), un ente pubblico morale senza
scopo di lucro nato nel 1923 e che, in quanto tale, riceve contributi
pubblici.
"Abbiamo clienti per un valore di oltre 40 milioni di euro - continua
il sindacalista - nel 2004 abbiamo fatto 600mila ore di straordinario,
il massimo consentito dalle legge. Produciamo insomma, per questo non
crediamo al dissesto di bilancio. Il problema è che l'Ancr ha ricevuto
dei fondi pubblici per assumere i reduci delle ultime missioni di pace,
dalla Bosnia al Kosovo e vuole così mandarci via. Ma non possono licenziarci
perché il nostro non è un rapporto di lavoro privato. Continueremo a
protestare, già da mercoledì quando saremo davanti palazzo Chigi".
Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip, chiede che venga
fatta luce sui bilanci dell'istituto, che si verifichi l'eventuale posizione
di
"conflitto di interessi" di alcuni dirigenti, e un'inchiesta
delle commissioni parlamentari Affari Costituzionali e Lavoro. Vigilante si uccide con un colpo di pistola VEGLIE Si è tolto la vita con la pistola
d'ordinanza. Così si è uccisa una guardia giurata di 40 anni di Veglie,
in servizio all'istituto di vigilanza Velialpol. La tragedia si è consumata
ieri sera, intorno alle 22, nell'abitazione del vigilante, sposato e
con due figli, situata alla periferia del paese in contrada «Saracena».
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Veglie e quelli
della Compagnia di Campi che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire
l'accaduto. A dare l'allarme è stato un familiare. Tanti anche i colleghi
della Velialpol accorsi in via Isonzo. Si indaga per accertare cosa abbia
spinto il vigilante al suicidio.
Palermo-Controllo a IVP Palermo, 4 lug. (Adnkronos) - La polizia di Palermo ha effettuato una serie di controlli amministrativi a carico di un istituto di vigilanza privato del capoluogo siciliano. Riscontrate irregolarità nell'ambito delle applicazioni dei contratti di lavoro nonchè sulle comunicazioni alla questura relative alle armi in uso ai metronotte. La prefettura di Palermo dovrebbe ora avviare un procedimento amministrativo a carico dell'istituto di vigilanza.
Sospesa la licenza ZCZC1147/SXR (ANSA) - MILANO, 30 GIU - Una società
che opera nel settore
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