MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/20696B58/Decreto3febbraio1998.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" Gazzetta Ufficiale n

Gazzetta Ufficiale n. 224 del 25-09-1998

 

MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE

 

DECRETO 3 febbraio 1998, n. 332.

Regolamento recante norme inerenti le caratteristiche costruttive e

funzionali dei veicoli blindati.

 

IL MINISTRO DEI TRASPORTI

E DELLA NAVIGAZIONE

 =

di concerto= con

IL MINISTRO DELL'INTERNO

 

Visto l'articolo 71, comm= a 2, del codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 2= 85, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio

1992, cosi' come modifica= to dal decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 217 del 15 settembre 1993;

Visto l'articolo 232 del = codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio 1992, cosi' come modificato dal decreto legislativo 10 settembre 199= 3, n. 360, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 217= del 15 settembre 1993;

Visto l'articolo 227 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1992;

 Visto l'articolo 1 del decreto legislativo 28 giugno 1993, n. 214, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - s= erie generale - n. 151 del 30 giugno 1993;

Visto l'articolo 17, comm= a 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, pubblicata nel supplemento ordinario al= la Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988; Considerata l'esigenza di disciplinare l'ammissione alla circolazione stradale degli autoveicoli destinati al trasporto di persone e cose con veicoli blindati;

Viste le conclusioni ragg= iunte dall'apposita commissione di studio all'uopo predisposta con decreto dal Ministero dei trasporti - Direzione generale della motorizzazione civile e = dei trasporti in

concessione, con la partecipazione di enti di Stato civili e militari, associazioni dei costrut= tori nonche' delle categorie di utenza interessate;

Visto che il Ministero dell'ambiente, cui e' stato sottoposto il decreto, con nota n. 2513/SIAR/96= del 10 luglio 1997, non ha presentato osservazioni di sorta;

Esperita la procedura di = cui all'articolo 6 della legge 21 giugno 1986, n. 317, di recepimento della direttiva 83/189/CEE;

Udito il parere del Consi= glio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 28 novembre 1996, nel quale si invita a riconsiderare

responsabilmente le scade= nze temporali previste dalle disposizioni transitorie;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, de= lla citata legge 23 agosto 1988, n. 400 (nota n. 01226 del 6 marzo 1997);

 

Adotta  il seguente regolamento:

 

Art. 1. Campo di applicazione

 

1. Il presente decreto si= applica ai veicoli a motore e loro rimorchi di cui all'articolo 47 del codice della strada, comma 1, lettera g) ed i), e comma 2, lettere:

b) categorie M1, M2 ed M3 destinati al trasporto di persone e denominati autoveicoli blindati per trasporto persone;

c) categorie N1, N2 ed N3 destinati al trasporto di persone e cose, anche contemporaneamente, destina= ti alla custodia delle cose, ivi compreso il trasporto valori di cui all'alleg= ato IV al presente decreto, denominati rispettivamente: autoveicoli blindati per trasporto valori; autoveicoli blindati per trasporto di cose;

d) categorie O2, O3 ed O4 destinati al trasporto di cose e denominati rimorchi o semirimorchi blindat= i.

2. Tutti i veicoli di cui= al comma 1 sono classificati veicoli blindati e sono caratterizzati da partico= lari attrezzature fisse e permanenti a protezione delle persone e delle cose trasportate,

rispondenti alle specific= he tecniche di cui agli allegati I, II, III, IV, V e VI al presente decreto, di cui costituiscono parte integrante.

 

Art. 2. Norme generali

 

1. I veicoli blindati pos= sono, nel caso di allestimento su veicolo base gia' carrozzato, derivare da veico= li base classificati in una delle categorie internazionali riportate all'art. 1 del presente decreto; oppure, in caso di allestimenti su veicoli base non carrozzati da veicoli base, autotelaio, scudati, classificati nelle rispett= ive categorie di appartenenza; oppure essere di nuova o totale costruzione. In tutti i casi, i veicoli blindati, ad allestimento finale eseguito, debbono essere classificati nelle rispettive categorie previste dall'art. 1 del presente decreto secondo le prescrizioni di cui all'art. 4.

2. La categoria di appart= enenza e le relative caratteristiche tecniche, dei veicoli blindati possono differir= e da quelle dell'autoveicolo da cui traggono origine, purche' rispondenti alle norme, in vigore alla data di presentazione delle domande di approvazione d= ei veicoli stessi, come previsto dal comma 4 del presente articolo.

3. Nel caso in cui il vei= colo blindato derivi da un veicolo gia' omologato, l'appartenenza alla categoria prescritta deve risultare dalla omologazione del veicolo base, opportunamen= te aggiornata in esito alle visite e prove per l'approvazione finale.

4. Per quanto riguarda l'applicazione delle direttive CEE parziali recepite nell'ordinamento nazio= nale valgono, nel caso di veicoli della categoria M1, le deroghe previste dall'allegato XI alla direttiva 92/53/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992= che modifica la direttiva 70/156/CEE, concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli e dei loro rimorchi, e nel caso dei veicoli diversi da quelli di categoria M1, le deroghe riportate in allegato I al presente decreto.

5. I veicoli blindati dev= ono rispondere, in aggiunta a quanto prescritto al comma 4, anche alle caratteristiche costruttive specifiche di cui agli allegati II, III, IV, V = e VI al presente decreto.

 

Art. 3. Cambio di uso

 

1. Nel caso di cambiamento di destinazione d'uso del veicolo blindato, quale il ripristino in sede di nuovo collaudo, per accertamento delle caratteristiche tecniche e funzionali, si verifichera' la rispondenza alle prescrizioni tecniche in vigore al momento della omologazi= one del veicolo base.

 

Art. 4. Allegati

 

1. Fanno a tutti gli effe= tti parte integrante del presente decreto i seguenti allegati:

allegato I:

Elenco rispondenza dirett= ive CEE relativamente alle varie categorie di appartenenza dei veicoli blindati;

allegato II: Caratteristi= che del livello minimo di blindatura per veicoli lindati;

allegato III: Caratterist= iche costruttive degli autoveicoli blindati per trasporto persone e delle cabine= di guida di autoveicoli blindati per trasporto di cose;

allegato IV: Caratteristi= che costruttive dei veicoli blindati per trasporto valori; allegato V: Caratteristiche dei vetri blindati;

 allegato VI: Cinture di sicurezza e= loro ancoraggi.

 

Art. 5. Norme finali e transitorie

 

1. A decorrere dalla d= ata di entrata in vigore del presente decreto, le prescrizioni in esso stabilite potranno essere applicate a domanda del costruttore, in alternativa alle norme preesistenti.

2. A decorrere dal ses= to mese dall'entrata in vigore del presente decreto le norme in esso stabilite diverranno di osservanza obbligatoria.

3. Diciotto mesi dopo l'e= ntrata in vigore del presente decreto non potranno piu' immatricolarsi veicoli non conformi alle prescrizioni tecniche del presente decreto.

4. Entro il 1 gennaio 2002 i veicoli blindati immatricolati prima della data di cui al precedente comma 3 dovranno essere resi conformi agli allegati II, III, IV e V del presente decreto.

Il presente decreto, muni= to del sigillo di Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normat= ivi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo= e di farlo osservare.

 

Roma, 3 febbraio 1998

 

Il Ministro dei trasporti e della navigazione Burla= ndo

 

Il Ministro dell'interno Napolitano =

 

Visto, il Guardasigilli: Flick Registrato alla Cort= e dei conti il 24 agosto 1998 Registro n. 2 Trasporti e navigazione, foglio n. 31= 7

 

Allegato I

 

ELENCO RISP= ONDENZA DIRETTIVE CEE RELATIVAMENTE ALLE VARIE CATEGORIE

DI APPARTEN= ENZA DEI VEICOLI BLINDATI

 

----* Veder= e allegato a Pag. 8 della G.U. *----

 

A: Deroga ammessa quando l'uso speciale non consente= la conformita' totale. Il costruttore deve dimostrare alle autorita' competent= i di un poter osservare le prescrizioni a causa dell'uso speciale.

B: Fattore di trasmission= e della luce di almeno 60%, con angolo morto corrispondente al montante "A&quo= t; non superiore a 10 .

C: Sono consentiti dispos= itivi supplementari di allarme di panico. N: A condizioni che siano installati tu= tti i dispositivi di illuminazione obbligatori e che la visibilita' geometrica = non sia

compromessa. X: Nessuna d= eroga ad eccezione di quelle indicate nella direttiva particolare.

N/A: La presente direttiv= a non si applica (nessuna prescrizione).

E: Applicazione limitata = ai posti destinati ad essere normalmente occupati all'orche' l'autoveicolo circola su strada.

(*): Le direttive menzion= ate sono riferite all'emendamento in

vigore all'atto della dom= anda di omologazione.

 

Allegato II

 

1. Caratteristiche del live= llo minimo di blindatura per veicoli blindati.

 

Per "veicolo blindat= o" s'intende un veicolo dotato di caratteristiche minime di blindatura antiproiettile, estesa alla superficie costituente l'abitacolo, escluso il pavimento, sia nelle

parti trasparenti sia in quelle opache, stabilite se= condo i criteri minimi balistici previsti nel successivo paragrafo 2 del presente allegato, per le rispettive categorie di appartenenza.

1.1 Il vano predisposto al trasporto del carico ("vano valori" o "vano merci") puo' non necessariamente presentare un grado di protezione balistica.

1.2 Gli autoveicoli blind= ati debbono inoltre rispondere in aggiunta, a quanto prescritto al paragrafo 1, anche alle disposizioni sulle caratteristiche costruttive specifiche, ripor= tate in allegato III, IV e V, al presente decreto, a seconda di quale si applica= .

 

2. Blindatura. <= /span>

 

2.1. La blindatura delle = parti opache e di quelle trasparenti puo' essere realizzata con materiali idonei = alla tenuta balistica e con cristalli speciali od altri materiali trasparenti, comunque idonei a fornire al veicolo un predeterminato livello minimo di protezione contro gli attacchi condotti con armi da fuoco portatili, come da classificazione seguente.

2.2. Nel caso di veicolo blindato destinato al "trasporto di valori", la blindatura riguarda il vano abitacolo destinato alle persone.

2.3. Nel caso di autoveic= oli blindati destinati esclusivamente al "trasporto di persone" (cat.= M) e nel caso delle cabine di guida degli autoveicoli blindati per il "trasporto di cose" (cat. N), il

vano abitacolo dell'autom= ezzo dovra' presentare la seguente protezione minima antiproiettile:

nelle parti verticali di = livello A; nelle parti orizzontali, escluso il pavimento, di livello B.

2.4. Nel caso di "ri= morchio - semirimorchio blindato", destinati esclusivamente al trasporto di va= lori o merci, valgono le medesime specifiche di cui al comma 1.1. del presente allegato.

 

3. Definizione livelli.

 

Livello A: Resistenza al = calibro 9 mm Parabellum: proie= ttile ogivale blindato ordinario da 7,45 g;

velocita' minima 370 m/s.= Livello B: Resistenza al calibro 38 Speciale: proiettile blindato con ogiva carica = da 10,24 g; velocita' = minima 310 m/s. Distanza di tiro TRE metri - Velocita' misurata a DUE metri dalla bocca di fuoco. Nel caso di irreperibilita' delle munizioni indicate, si pu= o'

procedere alla verifica b= alistica con altre similari a giudizio dell'ente abilitato alle prove.

 

4. Modalita' di prova per e= nte certificatore.

 

I campioni trasparenti ed= opachi da sottoporre alle prove balistiche devono avere dimensioni minime di 500 t= imes 500 mm. Di ogni prodotto vengono esaminati tre campioni. Su ogni campione devono es= sere sparati tre colpi ai vertici di un triangolo equilatero avente lato massimo= di 120 mm.

Almeno uno dei tre colpi = deve essere sparato da una distanza massima da bordo del campione uguale ad un l= ato del predetto triangolo equilatero. La distanza tra i vertici deve essere calcolata prendendo come riferimento i centri dei punti d'impatto. La temperatura dell'ambiente di prova deve essere compresa tra i 10 ed i 25 gradi.I campioni devono essere mantenuti alla temperatura di prova per alme= no 24 ore prima della prova stessa. Il campione di prova deve essere bloccato rigidamente ad un supporto metallico fisso tale da posizionarsi perpendicolarmente alla

traiettoria di sparo. La = prova balistica ha esito positivo nel caso non venga intaccato

un testimone balistico co= stituito da un cartoncino di spessore 0,2 mm oppure da un foglio di alluminio di spessore 0,02 mm posto a 500 mm dal lato post= eriore del campione (parallelamente).

 

 

5. Disposizioni su certific= azioni specifiche.

 

La certificazione balisti= ca dei materiali impiegati, siano essi opachi o trasparenti, circa la rispondenza = al livello minimo richiesto (vedi allegato II), deve essere effettuata da un e= nte

abilitato. Il costruttore= del veicolo blindato deve rilasciare dichiarazione di conformita' del materiale balistico impiegato, a quello certificato dall'ente abilitato. Questo docum= ento deve costituire parte integrante ed indispensabile per l'omologazione del veicolo blindato.

 

Allegato III

 

CARATTERIST= ICHE COSTRUTTIVE DEGLI AUTOVEICOLI BLINDATI DESTINATI AL

"TRASP= ORTO DI PERSONE" E DELLE CABINE DI GUIDA DEGLI AUTOVEICOLI

BLINDATI DE= STINATI AL "TRASPORTO DI COSE".

 

1. Gli autoveicoli blinda= ti di cui sopra devono essere muniti di:

1. bloccaggi di sicurezza addizionali a comando manuale (od elettrico con soccorso manuale) su tutte = le porte;

1.2. condizionatore d'ari= a;

1.3. blindatura che non d= eve compromettere il funzionamento dell'impianto originale di aereazione e ventilazione del veicolo;

1.4. estintore, omologato= , da 2 kg posizionato all'i= nterno dell'abitacolo;

1.5. dispositivo di allar= me acustico di tipo approvato dal Ministero dei trasporti e della navigazione - D.G.M.C.T.C.;

1.6. pneumatici e/o dispo= sitivi di sicurezza, tali da consentire

l'allontanamento dal luog= o di attacco nel caso in cui i pneumatici siano colpiti da proiettili di arma da fuoco;

1.7. il serbatoio carbura= nte e la batteria accumulatori devono essere protetti o essere di tipo tale da rispondere, al minimo, al

livello di blindatura "B" (vedi Allegato II).

 

Allegato IV

 

CARATTERIST= ICHE COSTRUTTIVE DEI VEICOLI BLINDATI DESTINATI AL

"TRASP= ORTO DI VALORI".

 

1. Definizioni. =

 

Ai sensi del presente dec= reto s'intende per:

1.1. Vano guida: vano des= tinato esclusivamente al conducente ed ai passeggeri a fianco del medesimo.

1.2. Vano scorta: vano de= stinato esclusivamente al trasporto del personale operativo di scorta.

1.3. Abitacolo: vano comp= rensivo del vano guida e vano scorta.

1.4. Vano valori: vano de= stinato esclusivamente al trasporto di valori.

1.5. Portiere: aperture predisposte per l'accesso dall'esterno all'interno del veicolo e viceversa = da parte del personale.

1.6. Apertura - botole: a= perture predisposte per l'evacuazione del personale solo in caso di pericolo.

1.7. Buche passadocumenti: aperture di dimensioni ridotte, apribili esclusivamente dall'interno dell'automezzo, per passaggio documenti od altri valori.

1.8. Feritoie: aperture di dimensioni ridotte, apribili esclusivamente dall'interno, per difesa con ar= mi da parte del personale.

1.9. Spioncino: superficie vetrata, di dimensioni ri= dotte, per controllo da interno ad esterno autoveicolo e non rientrante nei limiti= dei campi di visibilita' prescritti.

 

2. Tipologia del veicolo. <= o:p>

 

2.1. L'autoveicolo per tr= asporto di valori deve presentare una separazione netta tra l'abitacolo ed il vano valori.

2.2. Possono essere previ= sti divisori di separazione all'interno del vano guida/vano scorta per ulteriore protezione interna del personale.

2.3. L'accesso del person= ale al vano valori non deve avvenire direttamente dall'esterno del veicolo.

2.4. L'accesso al vano va= lori deve avvenire dall'interno dell'automezzo attraverso una portiera installata nella parete divisoria tra abitacolo e vano valori.

2.5. Qualora si debbano introdurre valori di grosse dimensioni sara' consentito l'accesso diretto al vano valori sempre che siano predisposti opportuni sistemi di sicurezza.

3. Portiere - Aperture. <= /p>

3.1. L'autoveicolo deve presentare sul lato destro oppure sinistro, nel vano abitacolo, almeno una portiera dotata di finestrino.

3.2. Puo' essere prevista= una botola di evacuazione, alloggiata su padiglione vano abitacolo, per permett= ere l'abbandono del veicolo in caso di emergenza.

 

4. Fori - Prese d'aria.

 

4.1. Tutte le aperture verso l'esterno dell'abitacolo adibite come prese d'aria = di ventilazione debbono essere protette e disposte in modo da impedire anche l'introduzione diretta dall'esterno di

oggetti.

4.2. Puo' essere prevista la possibilita' di un dispositivo, azionato manualmente od elettricamente dall'equipaggio, per chiusura totale di dette prese.

 

5. Feritoie - Buche. <= /o:p>

 

5.1. Ogni apertura che pe= rmetta direttamente l'introduzione di cose dall'esterno allo scompartimento destin= ato a ricevere i valori, deve essere munita di un dispositivo di sicurezza che possa essere manovrato esclusivamente dall'interno.

5.2. Il veicolo puo' esse= re dotato di feritoie di sparo, cieche o visibili, nelle pareti dell'abitacolo= ed eventualmente sulle pareti del vano valori. Ogni feritoia costituita di materiale balistico deve poter essere chiusa dall'interno del veicolo. Ogni feritoia deve essere posizionata in prossimita' di una finestratura o spion= cino vetrato.

5.3. Possono essere previ= ste buche passadocumenti con l'esterno. In

tal caso esse debbono ess= ere apribili solo dall'interno ed essere a

filo con la carrozzeria e= sterna in modo da evitare qualsiasi

possibilita' di apertura dall'esterno.

 

6. Paraurti.

 

Nel rispetto delle norme vigenti sui veicoli, puo' e= ssere prevista l'installazione di paraurti anteriori e posteriori per poter ademp= iere alla funzione di eventuali rimozioni di ostacoli, in caso di emergenza.

 

7. Pneumatici. <= /span>

 

L'autoveicolo deve essere equipaggiato con pneumatic= i e/o dispositivi di sicurezza, tali da consentire l'allontanamento dal luogo di attacco nel caso in cui i pneumatici siano colpiti da

proiettili di arma da fuoco.

 

8. Segni distintivi. <= /o:p>

 

Sul tetto dei veicoli bli= ndati puo' essore riportato un contrassegno alfa numerico, debitamente approvato e registrato dal Ministero dell'interno, per l'identificazione da parte di aeromobili

di pronto intervento dell= e Forze dell'ordine.

 

9. Prescrizioni di allestim= ento.

 

9.1 Le portiere di accesso all'abitacolo debbono essere munite di chiusura di sicurezza supplementare azionabile automaticamente o manualmente dall'interno del veicolo, in modo = da non permettere, in fase di esercizio, che una persona non autorizzata possa accedere all'interno.

9.2. Il veicolo deve esse= re dotato di un sistema idoneo a non consentire l'apertura del vano valori con= il medesimo veicolo in stato di allarme e/o con le porte esterne aperte (interblocco).

9.3. Qualsiasi sistema di chiusura automatico delle porte, azionato dall'interno deve essere doppiato= da un sistema di soccorso manuale sempre dall'interno.

9.4. Il veicolo deve esse= re predisposto con impianti e/o canalizzazione per l'applicazione di impianti ricetrasmittenti.

 

10. Prescrizioni di protezi= one attiva.

 

10.1. Il veicolo deve ess= ere munito di un dispositivo supplementare di segnalazione acustica e luminosa = di tipo approvato.

10.2 L'alimentazione= dei sistemi di allarme di cui al punto precedente deve essere garantito da batt= eria accumulatori supplementare opportunamente protetta ed alloggiata nel vano valori.

10.3. Ogni veicolo deve e= ssere dotato di sistema interfono per comunicazione fra interno ed esterno veicol= o.

10.4 Sia nell'abitacolo c= he nel vano valori dovra' essere installato un estintore di capacita' non inferior= e a 2 kg di tipo omologato= .

10.5. Sul veicolo puo' es= sere installato un impianto centralizzato antincendio con comando manuale od automatico od a sensori.

10.6. La protezione del s= erbatoio carburante e batteria accumulatori deve rispondere, al minimo, al livello di blindatura B (vedi allegato II).

 

11. Prescrizioni impianto condizionamento - Ventilazione.

 

11.1. Nell'abitacolo dovr= a' essere installato un impianto di condizionamento adeguato, in relazione al volume, alla coibentazione dell'abitacolo stesso, al numero di persone tras= portate ed alle

condizioni termodinamiche= esterne - interne di riferimento.

11.2. Nell'abitacolo del = veicolo blindato, deve essere previsto un sistema supplementare di aerazione, con p= resa aria esterna, per ricambio aria, secondo le prescrizioni minime di salute stabilite per i luoghi di lavoro a bordo dei mezzi di trasporto (vedi decre= to del

Presidente della Repubbli= ca n. 303/1956 e decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955) in correlaz= ione al numero delle persone trasportate e del volume dell'abitacolo.

 

Allegato V

 

CARATTERIST= ICHE DEI VETRI BLINDATI

 

I vetri da impiegare sui = veicoli blindati devono essere vetri di sicurezza.

Ai fini del presente allegato sono considerati vetri= le lastre risultanti dalla fusione di miscele contenenti silice o anche materi= ali diversi dalla silice. Tali vetri devono essere di tipo approvato dal Minist= ero dei trasporti e della navigazione - D.G.M.C.T.C. e su ogni esemplare di vet= ro approvato devono essere indicati, in maniera chiara, indelebile e facilment= e leggibile quando il vetro e' montato, il marchio di fabbrica e gli estremi di approvazione seguiti dalla sigla VSB (Vetro Stratificato Blindato).

Per ottenere l'approvazio= ne, i vetri devono superare le prove descritte ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7, del presente allegato. In alternativa all'approvazione del Ministero dei traspo= rti e della navigazione - Direzione generale M.C.T.C., e' ammesso l'uso di vetri approvati sulla base di prescrizioni uguali o equivalenti a quelle sopra elencate dalle autorita' competenti al rilascio dell'omologazione degli Sta= ti membri dell'Unione europea e degli Stati sottoscrittori dell'Accordo sullo spazio economico europeo, quali definite all'art. 2 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione dell'8 maggio 1995, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 148 del= 27 giugno 1996, di recepimento della direttiva 92/53/CE, sull'omologazione dei veicoli a motore. Anche su tali vetri devono essere indicati, in maniera chiara, indelebile e facilmente leggibile quando il vetro e' montato, il marchio di fabbrica e gli estremi di approvazione dello Stato membro omologante, se cio' e' previsto dalle norme nazionali in esso applicate.

Oltre a quanto sopra, in = sede di omologazione del veicolo blindato utilizzante vetri approvati in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno Stato sottoscrittore dell'Accordo sullo spazio economico europeo, deve essere esibita copia del verbale di approvaz= ione convalidato dall'autorita' omologante di quello Stato.

 

1. Prove di stabilita'.

 

Al fine di accertare la stabilita' alla luce dopo una esposizione prolungata alla luce solare, il v= etro deve essere esposto per la durata di 100 ore ad una sorgente di realizzazio= ne ultravioletta

costituita da una lampada a vapori di mercurio.Il va= lore del coefficiente di trasmissione della luce per incidenza normale misurato = dopo la prova non deve essere inferiore al 65% del valore misurato prima della p= rova sullo stesso campione. Per la misura si impiega luce corrispondente ad una temperatura colore di 2848 K. Deve essere inoltre eseguita sullo stesso vet= ro una prova supplementare consistente nell'immersione in acqua bollente per d= ieci minuti primi, dopo la quale non debbono manifestarsi bollicine ne' aversi a= ltri sintomi di decomposizione visibile.

 

2. Prova di trasmissione de= lla luce.

 

Al fine di accertare il valore del coefficiente di trasmissione della luce deve essere effettuata sul vetro una misura di trasmissione per incidenza normale con luce corrispondente ad una temperatu= ra colore di 2848 K. La trasmissione deve essere non inferiore al 65%. La misurazione deve essere effettuata sia prima che dopo la prova di cui al pu= nto 1. Per i vetri che possono essere impiegati per parabrezza la misura di trasmissione deve essere effettuata anche con luce rossa e con luce arancio= ne rispondenti alle prescrizioni per l'impiego di detti colori nei dispositivi= di segnalazione visiva. La trasmissione deve essere non inferiore al 65% e non deve manifestarsi una apprezzabile alterazione del colore.

 

3. Prova di resistenza all'umidita'.

 

Al fine di determinare la resistenza all'umidita' atmosferica per un lungo periodo di tempo, il vetro deve essere tenuto per la durata di 15 giorni in ambiente avente umidita' relativa del 100%; alla fine della prova non debbono manifestarsi scollamen= ti dei materiali tali

da comprometterne le caratteristiche meccaniche ed ottiche.

 

4. Prova di resistenza alla temperatura.

 

Al fine di accertare la resistenza alle temperature tropicali per un lungo periodo di tempo, il vet= ro deve essere immerso per due ore

in acqua bollente; alla f= ine della prova non debbono manifestarsi bollicine o altri difetti tali da comprometterne le caratteristiche meccaniche ed ottiche.

 

5. Prova di resistenza alla= punta di acciaio.

 

Al fine di accertarne il comportamento in caso di urto con oggetto piccolo e duro, il vetro deve ess= ere sottoposto ad una prova consistente nella caduta sul vetro di una punta di acciaio, da

altezza determinata in re= lazione allo spessore del vetro stesso. Non piu' di un campione su cinque provati d= eve rompersi in grandi pezzi separati; gli altri campioni possono essere perfor= ati ma non

devono aversi schegge ne' alterazioni delle caratteristiche meccaniche ed ottiche al di fuori della z= ona di urto.

 

6. Pova di foratura. <= /o:p>

 

Al fine di accertare nei vetri stratificati la resis= tenza del collegamento tra materia plastica e vetro, il vetro deve essere sottopo= sto ad una prova consistente nella caduta di una sfera di acciaio da altezza determinata in relazione allo spessore del vetro stesso. Non piu' di due campioni, su dodici provati, si debbono rompere in grandi pezzi separati; n= on piu' di due campioni dei rimanenti debbono essere forati; ed in tutti gli a= ltri campioni le parti in vetro debbono restare sufficientemente aderenti alla materia plastica interconnessa.

 

7. Prova di distorsione ott= ica.

 

Al fine di accertare che = il vetro destinato al parabrezza non dia luogo a distorsioni ottiche deve essere effettuata una prova mediante proiezione attraverso il vetro stesso di figu= re geometriche su un apposito schermo.

 

Allegato VI

 

CINTURE DI = SICUREZZA E LORO ANCORAGGI

 

Le cinture di sicurezza d= evono rispettare le condizioni di comfort e di funzionalita' prescritte dalla normativa vigente, accertate secondo le modalita' previste dalla direttiva 77/541/CEE e successive modificazioni ed integrazioni. Per quanto concerne infine gli ancoraggi delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli blindati,= gli stessi possono essere sistemati al di fuori delle aree prestabilite qualora queste siano occupate da elementi relativi alla protezione balistica, allor= che' quest'ultima impedisca una corretta ubicazione degli stessi. Devono comunque essere garantite le caratteristiche di resistenza prescritte dalla direttiva 76/115/CEE e successive modificazioni ed integrazioni.

 

N O T E

 

Avvertenza:

 

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei dec= reti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' ope= rato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi= qui trascritti.

 

Note al preambolo:

 

- Si riporta il testo del = comma 2 dell'art. 71 del codice della strada:

"2. Il Ministro dei trasporti, con propri decreti, di concerto con il Ministro dell'ambiente pe= r gli aspetti di sua competenza e con gli altri Ministri quando interessati, stabilisce periodicamente le particolari caratteristiche costruttive e funzionali cui devono corrispondere i veicoli a motore e i rimorchi per trasporti specifici o per uso speciale, nonche' i veicoli blindati". <= /p>

- Il testo dell'art. 232 = del codice della strada (Norme regolamentari e decreti ministeriali di

esecuzione e di attuazion= e) e' il seguente:

 "Art. 232. - 1. In tutti i casi in= cui, ai sensi delle norme del presente codice, e' demandata ai Ministri competenti l'emanazione di norme regolamentari di esecuzione o di attuazione nei limiti delle proprie competenze, le relative disposizioni sono emanate nel termine= di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, salvi i diversi termini fissati dal medesimo.

2. I decreti di cui al co= mma 1, nonche' quelli previsti dall'art. 3, comma 2, della delega 13 giugno 1991, = n. 190, entrano in vigore dopo sei mesi dalla loro pubblicazione.

3. Fino alla scadenza del= termine di applicazione, rimangono in vigore nelle singole materie le

disposizioni regolamentari previgenti, salvo quanto diversamente stabilito dagli articoli da 233 a 239". - Si= riporta il testo dell'art. 227 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nu= ovo codice della strada (caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e dei loro rimorchi):

"Art. 227. - 1. Le caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli, soggette ad accertamento, sono quelle indicate nell'appendice V al presente titolo. Nell'ambito di tali caratteristiche il Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C., con propri decreti, stabil= isce quali devono essere oggetto di accertamento, in relazione

a ciascuna categoria di v= eicoli.

2. In relazione a qua= nto stabilito dall'art. 71, comma 3, del codice, i provvedimenti emanati dal

Ministero dei trasporti e= della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C. riguardanti le prescrizioni tecniche, comprese quelle eventualmente dettate in via sperimentale relative alle caratteristiche di cui alla suddetta appendice individuano anche le modalita' per la richiesta e l'esecuzione dei relativi accertamenti. I mede= simi provvedimenti stabiliscono, altresi', le eventuali prescrizioni tecniche e = le caratteristiche escluse dall'accertamento nel caso in cui, in luogo dell'omologazione del tipo, venga richiesta l'approvazione in unico esempla= re. Le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche costruttive e funzio= nali attinenti alla protezione ambientale di cui alla lettera E della citata appendice sono stabilite sulla base dei limiti massimi d'accettabilita' del= le emissioni inquinanti nell'atmosfera e delle emissioni sonore da fonti veicolari, limiti fissati ai sensi dell'art. 10 della legge 3 marzo 1987, n. 59, con decreto del Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione e il Ministro della sanita'.

3. Il Ministero dei trasp= orti e della navigazione - Direzione generale della M.C.T.C., di concerto con gli altri Ministeri, quando interessati, puo', in relazione ad esigenze di sicurezza della circolazione o di protezione dell'ambiente, stabilire ulter= iori caratteristiche costruttive e funzionali in aggiunta a quelle elencate nei commi precedenti".

- Si riporta il testo del= l'art. 1 del decreto legislativo

28 giugno 1993, n. 214 (Differimento dei termini di entrata in vigore delle disposizioni contenute= nei titoli III e IV, nonche' di quelle relative agli archivi, all'anagrafe nazionale ed al servizio di monitoraggio contenute nel titolo VII del nuovo codice della strada):

"Art. 1. - 1. Le disposizioni contenute nel titolo III del decreto legislativo 30 aprile 199= 2, n. 285, si applicano dal 1 ottobre 1993.

2. Al decreto legislativo= 30 aprile 1992, n. 285, sono approntate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 236, comma 1,= le parole ''alla scadenza di mesi sei dalla entrata in vigore del presente codice'' sono sostituite dalle seguenti: ''al 30 settembre 1992'';

b) all'art. 239, comma 1,= le parole: ''da mesi sei dall'entrata in vigore del presente codice'' sono sostituite dalle seguenti: ''dal 1 ottobre 1993'';

c) all'art. 239, comma 2,= le parole: ''dalla scadenza

di sei mesi dall'entrata = in vigore del presente codice'',sono sostituite dalle seguenti: ''dal 1 ottobre 1993''".

- Si riporta il testo del= comma 3, dell'art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina

dell'attivita' di Governo= ed ordinamento della presidenza del Consiglio dei Ministri):

"3. Con decreto mini= steriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministr= o o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente confer= isca tale potere. Tali regolamenti, per materia di competenza di piu' ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte

della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a

quelle dei regolamenti em= anati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione".

- Si riporta l'art. 6 del= la legge 21 giugno 1986,

n. 317, di recepimento de= lla direttiva 83/189/CEE (Attuazione della direttiva 83/189/CEE relativa alla procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche):

"Art. 6 (Comunicazio= ne delle informazioni da parte del

Ministero dell'industria,= del commercio e dell'artigianato). - 1. Le informazioni acquisite dal

Ministero dell'industria,= del commercio e dell'artigianato, nel corso della procedura

comunitaria di informazio= ne nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche sono poste a

disposizione delle altre amministrazioni pubbliche interessate. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato definisce le modalita' per assicurare il flusso delle informazioni, anche mediante sistemi di posta elettronica. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e' tenuto a garantire l'accesso alle informazioni da parte degli utenti, singoli

od associati, anche attra= verso l'ausilio di adeguati supporti informatici o di sportelli al pubblico, aper= ti a cura delle amministrazioni regionali.

2. Le osservazioni elabor= ate da parte delle amministrazioni statali, relative ai progetti di norma di regole tecniche presentate da altri Stati membri, sono trasmesse alla Commissione delle Comunita' europee a cura del Ministro dell'industria, del commercio e=

dell'artigianato. Tali osservazioni possono fondarsi unicamente sugli aspetti suscettibili di costituire ostacolo agli scambi e non agli elementi fiscali o finanziari del progetto".

Nota all'art. 1:

- Si riporta il testo del= l'art. 47 del codice della

strada:

"Art. 47 (Classifica= zione dei veicoli). - 1. I

veicoli si classificano, = ai fini del presente codice, come

segue:

a) veicoli a braccia;

b) veicoli a trazione ani= male;

c) velocipedi;

d) slitte;

e) ciclomotori;

f) motoveicoli;

g) autoveicoli;

h) filoveicoli;

i) rimorchi;

l) macchine agricole;

m) macchine operatrici; <= /p>

n) veicoli con caratteris= tiche atipiche.

2. I veicoli a motore e i= loro rimorchi, di cui al comma

1, lettere e), f), g), h)= , i) e n) sono altresi' classificati come segue in base alle categorie internazion= ali:

a) categoria L1: veicoli = a due ruote la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) non sup= era i 50 cc e la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il sistema= di propulsione) non supera i 50 km/h; categoria L2: veicoli a tre ruote la cilindrata del cui

motore (se si tratta di m= otore termico) non supera i 50 cc e la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) non supera i 50 km/h; categoria = L3: veicoli a due ruote la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc

o la cui velocita' massim= a di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 50 km/h; categoria = L4: veicoli a tre ruote asimmetriche rispetto all'asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui motore (se si tratta di motore termico) supera i 50 cc o= la cui velocita' massima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsio= ne) supera i 50 km/h (motocicli con carrozzetta laterale); categoria L5: veicoli a tre ruote simmetriche rispetto all'asse longitudinale mediano, la cilindrata del cui = motore (se si tratta di motore termico) supera i 50

cc o la cui velocita' mas= sima di costruzione (qualunque sia il sistema di propulsione) supera i 50

km/h;

b) categoria M: veicoli a= motore destinati al trasporto di persone, ed aventi almeno quattro ruote;

categoria M1: veicoli des= tinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sed= ile del conducente; categoria M2: veicoli destinati al trasporto di persone, av= enti piu' di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima = non superiore a 5 t;

categoria M3: veicoli des= tinati al trasporto di persone, aventi piu' di otto posti a sedere oltre al sedile= del conducente e massa massima superiore a 5 t;

c) categoria N: veicoli a= motore destinati al trasporto di merci, aventi almeno quattro ruote;

categoria N1: veicoli des= tinati al trasporto di merci, aventi la massa massima non superiore a 3,5 t; categ= oria N2: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore= a 3,5 t ma non superiore a 12 t; categoria N3: veicoli destinati al trasporto= di merci,

aventi massa massima supe= riore a 12 t;

d) categoria O: rimorchi (compresi i semirimorchi);

categoria O1: rimorchi co= n massa massima non superiore a 0,75 t;

categoria O2: rimorchi co= n massa massima superiori a 0,75 t ma non superiore a 3,5 t;

categoria O3: rimorchi co= n massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 10 t;

categoria O4: rimorchi co= n massa massima superiore a 10 t".

Nota all'art. 2:

- La suddetta direttiva 9= 2/53/CEE recepita con decreto ministeriale 8 maggio 1995, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 78 del 27 gi= ugno 1995 e' una revisione completa della direttiva 70/156/CEE recepita con legge del 27 dicembre 1973, n. 942, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del= 25 gennaio 1974. Stabilisce le norme generali applicabili alla omologazione dei veicoli della categoria M1 oggi in armonizzazione obbligatoria.

Nota all'allegato III: - = Le norme relative all'omologazione dei segnali di allarme sono stabilite dal decreto ministeriale 17 ottobre 1980 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 310 del= 12 novembre 1980. Per i normali avvisatori acustici si applicano le norme stabilite dalla direttiva 70/338/CEE recepita con decreto ministeriale del = 14 giugno 1974 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 28 luglio 1974. = Nota all'allegato IV: - Il D.P.R. n. 547/1955, concernente le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 luglio 1955, n. 158, e il D.P.R.= n. 303/1956 concernente le norme generali per l'igiene sul lavoro, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 1956, n. 105.